Immagini del periodo militare
Precedente alla prigionia c'è il periodo militare, in patria e in territorio bellico
Una raccolta d’immagini del periodo militare precedente alla cattura e alla conseguente prigionia nei campi di detenzione in Prussia.
Alcune si riferiscono al periodo dell’addestramento nella zona di Bergamo (Presolana, tra Clusone, Rovetta e dintorni), altre scattate in Francia, territorio di guerra nel quale il 78° Reggimento dei Lupi di Toscana fu inviato nell’estate del 1943.
Nelle prime due foto si vede Dino in gruppo e impegnato nella finale della corsa dei 100 metri. Era infatti consuetudine tenere sempre impegnati i militari, e la gara di corsa premiava il vincitore con una breve licenza. Questo naturalmente accadeva quando la truppa era in Italia e non impegnata in attività di guerra.
Era anche importante mostrarsi alla famiglia sempre in forma, con “il morale alto” e in buona salute. Un fotografo aveva quindi il compito d’immortalare i soldati, sia in gruppo che singolarmente, affinché potessero inviare immagini positive e rassicuranti a casa.
Nell’immagine a destra (la terza se stai guardando da smartphone), sul retro della foto Dino commenta le espressioni allegre come risultato di un buon rancio accompagnato da una buona bevuta. Vero o no che fosse, questa testimonianza risultava consolatoria per i suoi famigliari, che a loro volta erano vittime dei bombardamenti alleati su Milano, o nella migliore delle ipotesi nella condizione di sfollati.
Anche queste tre immagini del periodo militare di Dino testimoniano momenti di convivenza con i commilitoni del 78° Reggimento Lupi di Toscana. Nella foto in cui è ripreso durante il rancio, come spesso accade Dino è sorridente al pari degli altri commilitoni. La sensazione della truppa era che comunque andava tutto bene e nulla avrebbe scalfitto il loro morale.
Nelle successive tre immagini, oltre ad una posa “plastica” della prima foto utile alla tranquillità dei famigliari, c’è Dino insieme all’inseparabile Tenente e amico Mario Bonfanti, più volte nominato nella sua corrispondenza con i famigliari. Dopo l’8 settembre i due furono separati e non s’incontrarono più.
Nell’ultima foto invece, si vede Dino “all’opera”. Il suo mestiere da civile era infatti quello di barbiere, lavoro che faceva dall’età di 11 anni. Come per molti a quei tempi, dopo la quinta elementare non c’era infatti un’alternativa al lavoro, e quella era stata la sua opportunità.
Eccolo quindi promosso come barbiere ufficiale della truppa e ritratto al lavoro. Come diceva lui, se il motto del Colonnello è “scavare, scavare” il mio è “pelare, rasare, tosare”.



Le ultime fotografie, un po’ allegoriche se vogliamo, sono del periodo di addestramento nella zona di Bergamo. Anche in queste immagini il carattere di Dino si fa notare, scanzonato e ignavo di quello che gli sarebbe spettato.
Prima dell’8 settembre Dino è su territorio dichiarato bellico e per la precisione in Francia. Di questo periodo possiamo leggere l’ultima cartolina inviata alla famiglia, molto significativa e che testimonia le sue sensazioni del momento e le aspettative, diverse però da quanto poi si verificò al rientro in patria in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943.

